Contratto a Canone Concordato – Novità e Chiarimenti 2018

Il Contratto a Canone Concordato per le Locazioni

Contrariamente a quanti spesso credono, oggi, nel 2018 il Contratto a Canone Concordato sulle Locazioni di immobili è applicabile in qualsiasi comune italiano (e non solo in quelli con determinate densità abitative), ma per conoscerne modalità di applicazione e di calcolo dei canoni, attraverso specifiche tabelle territoriali, è necessario rivolgersi a determinate associazioni locali di categoria (come ad esempio il Sicet), quindi nè al Comune di competenza, nè tantomeno all’Agenzia delle Entrate.




Infatti il decreto ministeriale del 16 gennaio 2017 ha introdotto la possibilità di siglare contratti di locazione a canone concordato dovunque, grazie al fatto che le norme convenzionali sono applicabili sia nei Comuni dove sia stato fatto un accordo territoriale ma anche, a quelli sottoscritti negli altri Comuni, di conseguenza adesso, anche nei comuni privi di alta tensione abitativa è possibile fare gli accordi territoriali e stipulare contratti concordati (mentre prima ci si doveva limitare ai Comuni ad alta tensione abitativa).

In linea generale comunque le modalità di applicazione delle locazioni a canone concordato sono le seugenti:

La caratteristica principale del contratto a canone concordato riguarda il fatto di avere un canone al di sotto dei normali valori di mercato (detto anche calmierato). Questo canone non può superare un tetto massimo stabilito da accordi territoriali tra le principali organizzazioni dei proprietari e degli inquilini.
Sono proprio queste organizzazione a fornire le tabelle per il calcolo del canone in base a specifici parametri.



Il canone concordato può essere utilizzato per i contratti a uso abitativo, a uso transitorio e per gli studenti universitari. Riguarda le abitazioni di proprietà dei privati concesse in locazione a privati, studenti e cooperative/enti senza scopi di lucro. E’ quindi applicabile solo alle locazioni e non agli affitti (la differenza tra affitto e locazione è già stata descritta in un precedente articolo).

La durata del contratto di locazione a canone concordato può essere di 3 anni + 2 di rinnovo (o 3) per le abitazioni; di 6 mesi fino a 3 anni per gli studenti universitari; di 1 mese fino a 18 mesi per i contratti transitori.

 




 Vantaggi del contratto a canone concordato

Il conduttore paga un canone di affitto inferiore a quello di mercato e usufruisce di detrazioni fiscali ai fini Irpef nel caso in cui l’immobile diventi residenza principale.

Il locatore beneficia di agevolazioni fiscali utilizzando la cedolare secca al 10% anziché quella al 21% prevista per i canoni liberi (la possibilità di optare per la cedolare secca al 10% è riconosciuta soltanto ai alcuni comuni ad alta tensione abitativa e ai comuni nei quali sia stato deliberato, negli ultimi cinque anni, lo stato di emergenza a seguito di calamità. In tutti gli altri casi si applica l’aliquota ordinaria del 21%).

Summary
Contratto a Canone Concordato - Novità e Chiarimenti 2018
Article Name
Contratto a Canone Concordato - Novità e Chiarimenti 2018
Description
Il contratto a canone concordato ha la particolarità di avere un canone al di sotto dei normali valori di mercato, stabilito da specifici accordi territoriali ed è applicabile in qualsiasi comune italiano
Author
Publisher Name
fonteimmobiliare.it
Publisher Logo

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *